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Il contesto storico
Presentazione proposta
legge regionale
Il dibattito in Consiglio Regionale
Testo legge regionale 11 marzo 1994 n. 6
Analisi della legge
Nomina dei componenti dell’Agenzia
Inizio dei lavori dell’Agenzia
Primo bando di finanziamento regionale
per la riconversione dell’industria bellica (1995)
Soggetti beneficiari
Spese ammissibili
Criteri e procedure di valutazione
Progetti presentati
Valutazione dei progetti
Progetti non accolti
Progetti finanziati (1996 - 1997)
Graduatoria dei progetti e assegnazione
fondi (.pdf)
L’implementazione dei progetti di
riconversione
Secondo bando di finanziamento
regionale per la riconversione dell’industria bellica (1997)
Nuovi criteri e procedure di
valutazione
Spese ammissibili
Progetti presentati
Valutazione dei progetti del secondo
bando (1997)
I rapporti con il Consiglio Regionale
La ricerca sul settore difesa in
Lombardia
La chiusura dell’attività
dell’Agenzia
Le reazioni all’esterno
Falsa fermata, l’Agenzia non chiude
Epilogo (1999)
Si riparla dell’Agenzia (2003 - 2005)
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Nuovi
criteri e procedure di valutazione
L’Agenzia regionale
approvò i nuovi criteri e le procedure
di valutazione dei progetti di intervento per la riconversione
modificando
rispetto al primo bando di finanziamento del 1995 i criteri e i
punteggi da
assegnare ai singoli progetti.
Rispetto al bando del 1995, i criteri di
valutazione
aumentarono da quattro a cinque. Scomparve la voce
“trasferimento tecnologico
verso attività finalizzate alla salvaguardia del
territorio”, quindi fu
eliminata la variabile ambientale, il che fu causa di un acceso
dibattito fra
alcuni componenti dell’Agenzia, e due nuovi criteri vennero
introdotti.
L’Agenzia inoltre rivide punteggi e pesi percentuali dei
criteri già adottati.
- Il peso percentuale del punteggio assegnato al criterio,
già presente nel bando precedente, della conservazione
del livelli
occupazionale scese dal 44% al 25%, sebbene in valore
assoluto il punteggio
sia passato da 20 a 25.
- Nuovo criterio introdotto fu il
“significativo incremento
percentuale relativo alla quota del fatturato civile
dell’azienda, rispetto
all’anno precedente la presentazione della domanda, corredato
da specifiche
previsioni, supporti e strumenti per una adeguata commercializzazione
delle
produzioni derivanti dai risultati di ricerca finanziati”.
Questa nuova indicazione potremmo identificarla con il nome di variabile
di
riconversione, che assegnava fino a 25 punti, ovvero il 25%.
Ciò stava a
indicare una svolta della tipologia dei progetti finanziabili. Si
trattava
inoltre di andare oltre la salvaguardia di un settore in crisi, per
dare
maggiore impulso alla riconversione di un certo tipo di produzione di
natura
bellica verso una di tipo civile ‘eticamente’
più desiderabile.
- Nuovo criterio introdotto dal nuovo bando,
attribuiva un
punteggio a quei progetti di fattibilità ricerca e sviluppo
(R&S) che
coinvolgessero più aziende, in particolare piccole e media
industrie (PMI), in
associazione fra loro e l’università. Questo
criterio cercò di affrontare il
problema della cronica debolezza del settore sul tema della ricerca.
Principale
causa individuata da tutti gli analisti ne era la dispersione in tante
piccole
aziende. La struttura produttiva delle PMI era di fatto incapace di
affrontare
le crisi anche per le poche risorse destinate alla ricerca. Il peso
assegnato a
questo criterio fu di 20 punti (il 20%).
- Il
criterio del trasferimento di tecnologia, che
è
identificabile come variabile duale,
passò da un peso del 22% del primo
bando al 15% del secondo bando. Le caratteristiche di una tecnologia
duale,
ovvero di un possibile utilizzo sia militare sia civile di una certa
produzione, fu ulteriormente ridimensionata ai fini di un finanziamento
pubblico. Anche questa scelta di diminuire il peso della tecnologia
duale era
da parte dell’Agenzia un modo per puntare su progetti
maggiormente orientati a
una riconversione definitiva delle aziende verso i settori civili.
- L’ultimo
e nuovo criterio approvato dall’Agenzia assegnava
15 punti Esso risulta, in prima lettura, un elemento di difficile
decifrazione
in quanto misurava l’applicabilità delle
tecnologie verso un uso
“esclusivamente civile” [1] dei prodotti
riconvertiti. Probabilmente, con questo criterio si volle introdurre
un ulteriore variabile per la misurazione della riconversione
irreversibile
della produzione bellica, un elemento di valutazione della effettiva
volontà
dell’azienda di volere passare al mercato civile.
Riassumendo, si possono trarre alcune
considerazioni sui
criteri di valutazione dei progetti di riconversione del bando
regionale del
1997. Solo il primo criterio fa riferimento alla conservazione dei
posti di
lavoro; i rimanenti criteri puntano decisamente sulla riconversione
dell’industria bellica. Lo scarso peso dato alla tecnologia
duale fa capire
fino in fondo il cambio di rotta rispetto ai criteri fissati nel 1995.
[1] Punto e)
Applicazioni di tecnologie precedentemente utilizzate nel comparto
bellico per
la produzione di prodotti esclusivamente ad uso civile (punti da 0-15),
in: Agenzia
regionale per la riconversione
dell’industria bellica, idem, 30 settembre 1997.
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