|
|
Falsa fermata, l’Agenzia non chiude L’improvvisa liquidazione dell’attività dell’Agenzia probabilmente non fu accolta favorevolmente dall’intera Giunta Regionale. Infatti, il Presidente del Consiglio Regionale chiese esplicitamente alla IV Commissione di formulare una (nuova) risoluzione nella quale fosse chiarito l’orientamento della commissione sull’Agenzia. Solo due mesi dopo la risoluzione che chiudeva l’attività dell’Agenzia, la IV Commissione ridiscuteva il ruolo dell’Agenzia per la riconversione dell’industria bellica. I consiglieri dei Verdi, PRC, PDS-DS e PPI in commissione sostennero una mozione per la continuazione dell’attività dell’Agenzia nei limiti della normativa europea. Il consigliere della Lega Nord, Della Torre, espresse la sua contrarietà al proseguimento dell’attività all’Agenzia, valutando superato dai fatti lo strumento dell’Agenzia, mentre il suo collega di partito, Zanello, chiese un altro modello di intervento regionale, senza specificare cosa intendesse per altro modello, per affrontare il problema della riconversione dell’industria bellica in Lombardia. Il Presidente della Commissione, Prosperini, dichiarò che l’Agenzia, visto i soldi già a bilancio per il 1999, rimaneva uno strumento ancora valido e invitava la Giunta Regionale a individuare i criteri per adeguare la normativa regionale alla direttiva comunitaria. Prima di analizzare la nuova risoluzione della IV Commissione regionale, ci sembra opportuno richiamare la norma europea: «L’art. 93, paragrafo 3 – lettera C del Trattato di Roma e la comunicazione 96/c 68/06 della Commissione Europea pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 6 marzo 1996, impone, a tutti gli stati membri, precisi limiti all’entità dei finanziamenti concedibili ed alla tipologia delle imprese, ovvero contributi nel limite massimo di 100.000 ECU ed esclusivamente alle piccole e medie imprese come definite dalla normativa europea; nonché l’obbligo, in caso di deroga ai limiti sopra accennati, di notificare l’atto presso l’Unione Europea, con le relative motivazioni, ai fini di visto di conformità»[1] La nuova risoluzione della IV Commissione faceva propri i rilievi mossi dai partiti di opposizione, dai rappresentanti sindacali e dei movimenti pacifisti e, sconfessando se stessa, chiese alla Giunta Regionale di far ripartire l’Agenzia per la riconversione. A questa risoluzione votarono a favore i consiglieri di maggioranza e di opposizione. Solo i rappresentanti della Lega Nord si astennero. Nella risoluzione, numero 14 del 19 gennaio 1999, si legge che la IV Commissione riteneva attuali le finalità e gli obiettivi della legge regionale che istituiva l’Agenzia e a seguito di ciò invitava la Giunta Regionale a farsi carico delle opportune iniziative normative per riavviare l’attività dell’Agenzia in ottemperanza alle norme europee. La commissione invitava altresì la Giunta a valutare “l’opportunità di un diverso modello organizzativo dell’Agenzia”. Richiesta quest’ultima estremamente vaga in quanto non specificava se intendesse la sostituzione parziale o totale dei suoi componenti oppure una modifica dei criteri di individuazione dei rappresentanti dell’Agenzia. [1]Regione Lombardia, IV Commissione Consiliare, VI Legislatura, “Proposta di risoluzione n. 14 «Indirizzi sullo stato di attuazione sull’attività svolta dall’Agenzia regionale per la riconversione dell’industria bellica, istituita ai sensi della L. R. 11 marzo 1994, n.6»”, Milano, 19 gennaio 1999. |
Tutti i contenuti di questo sito www.peacedividend.eu sono di proprietà esclusiva del dott. Massimo Scampini.
Qualunque utilizzo di parti di esso deve essere preventivamente autorizzata dal proprietario.
Per informazioni contattare: info@peacedividend.eu