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L’implementazione dei progetti di riconversione Le varie fasi di sviluppo e implementazione dei progetti finanziati dal contributo regionale furono controllate dal Centro Lombardo per lo Sviluppo Tecnologico e Produttivo dell’Artigianato e delle Piccole Imprese, CESTEC. Questo organismo è per il 51% di proprietà della Regione Lombardia, il restante 49% è suddiviso fra le principali associazioni di categorie delle piccole e medie imprese della regione Lombardia. L’attività di controllo dei progetti finanziati fu illustrata dall’ing. Valvason del CESTEC nel luglio del 1996, il quale, con alcuni funzionari dell’assessorato regionale, visitò le aziende beneficiate del finanziamento. Fin dal primo rapporto, emersero problemi relativi ai progetti della VALSELLA MECCANOTECNICA. Per entrambi i progetti la relazione del CESTEC rilevò che l’azienda, nel calcolare i costi dei progetti, aveva sovrastimato i costi del personale con un costo orario superiore a quello ammesso dalla Regione Lombardia. Rilievi furono sollevati anche per i costi imputati alle attrezzature. La valutazione fu molto negativa nel caso del progetto dello studio di barriere artificiali in quanto mancava una strategia di riconversione e non forniva aspettative di mercato credibili. Per tutte queste ragioni, l’Agenzia decise di sospendere l’erogazione della restante quota di finanziamento per la VALSELLA e di attendere i risultati di una nuova ispezione con le osservazioni dell’azienda. Il risultato della seconda visita alla VALSELLA, effettuata tre mesi dopo la prima verifica, delineò lo stesso quadro di sovrastima dei costi generali per cui il risultato fu un taglio delle spese ammissibili di finanziamento. Il contributo regionale fu dimezzato per il progetto delle barriere artificiali e ridotto del 40% per il progetto generatore a gas. Il primo rapporto sul progetto della ditta AEREA di Milano rilevò buone possibilità di riconversione tecnologiche, ma nel contempo dovette constatare numerosi problemi: mancanza di vere indagini di mercato, previsioni di salvaguardia occupazionale non motivate, costi fortemente sovradimensionati. Ai rilievi dei funzionari regionali, la ditta AEREA rispose alle richieste di un rendiconto preciso delle ore lavorate dal personale sul singolo progetto che erano impossibili da precisare, se non con un calcolo forfettario determinato da valutazioni percentuali su progetti similari. L’azienda affermava di credere fortemente nel progetto, ma concludeva che “è impossibile la conversione di un’azienda aerospaziale verso prodotti usuali correnti […] i processi di produzione delle aziende aerospaziali non consentono di competere con le strutture ed i processi delle industrie di mercato”. La relazione regionale metteva in evidenza le contraddizioni dell’azienda AEREA: nessuna spesa era sostenuta da alcuna pezza giustificativa ed era evidente una mancanza di volontà nel portare a termine il progetto se non dopo il finanziamento. Per tutti questi motivi l’Agenzia sospese l’erogazione del contributo previsto. La visita dei funzionari regionali presso la SECONDO MONA evidenziò sviluppi positivi per entrambi i progetti attivati grazie al finanziamento regionale. Nell’autunno del 1996 periodo delle verifiche, il processo di studio e applicazione dei progetti di riconversione procedeva nella corretta direzione tanto che l’Agenzia elevò l’importo del contributo fino a coprire la percentuale massima di finanziamento del 50%. Anche il progetto di riconversione del mezzo blindato M113 in mezzo antincendio proposto dalla MARCONI INDUSTRIAL SERVICES, al momento della visita dei funzionari regionali, procedeva speditamente tanto da convincere l’Agenzia ad aumentare il contributo pubblico. Per quel che concerne gli altri progetti, si mantennero gli stessi livelli di contribuzione. Riepilogo contributi erogati dopo le ispezioni regionali (.pdf)
Nella ripartizione finale dei fondi regionali, le ditte premiate risultarono la SECONDO MONA di Somma Lombardo (VA), che si aggiudicò il 40% dei contributi totali erogati dalla Regione, e la MARCONI di Curtatone (MN) che percepì l’intero contributo richiesto. A seguito delle ispezioni, l’azienda milanese AEREA si vide ridurre la percentuale di assegnazione dei fondi dal 29% all’8%. |
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