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Primo
bando di finanziamento regionale per la riconversione
dell’industria bellica
(1995)
La Giunta regionale il 14 febbraio 1995 approvò le modalità per la presentazione dei progetti e stabilì quali fossero i soggetti beneficiari, le spese ammissibili e i tempi concessi[1]. Il termine per la domanda di finanziamento fu fissata per il 30 giugno 1995. La Giunta Regionale assegnò all’Agenzia per la riconversione dell’industria bellica il compito di valutare i progetti presentati. Soggetti beneficiari Nella delibera di Giunta venne formalizzato quali fossero i soggetti beneficiari degli aiuti per la riconversione dal militare al civile.
Il ventaglio di soggetti finanziabili fu molto ampio in quanto includeva sia le grandi imprese sia le medie e le piccole sino ad arrivare alle imprese artigiane. Di principio, non si volle escludere nessuno dalla possibilità di finanziamento in quanto dovevano essere altri i criteri di esclusione. Il bando regionale ampliò la tipologia di beni e servizi potenzialmente interessati alla riconversione. Infatti, questa non fu circoscritta al solo materiale di armamento, ma si estese ai beni e servizi di uso militare. Ciò poteva significare in linea teorica che un produttore di divise o un fornitore di materiale non specificamente bellico, ma di utilizzo militare, potesse richiedere un finanziamento. Va ricordato comunque che le domande dovevano passare altri filtri: in primo luogo, la legge regionale per la riconversione che imponeva dei vincoli[2] nell’individuazione di ciò che si intende per materiale di armamento; in secondo luogo, c’era il parere dell’Agenzia e come ultima considerazione la scarsa dotazione finanziaria assegnata al bando stesso. Spese ammissibili Le spese ammissibili al finanziamento secondo il bando regionale furono indicate in tre tipologie: --
progetti
di fattibilità connessi ad
ipotesi di conversione, anche parziale; --
interventi
formativi in grado di utilizzare le
risorse umane presenti nelle
aziende verso ambiti produttivi alternativi; -- progetti
di ricerca e sviluppo finalizzati al
trasferimento delle competenze
acquisite nel contesto produttivo bellico verso applicazioni civili. Le grandi imprese e le PMI del settore potevano beneficiare di progetti che interessavano tutte e tre le tipologie precedentemente elencate, mentre per i centri di ricerca si stabiliva la finanziabilità dei soli studi di fattibilità riconducibili a ipotesi di riconversione. Nello specifico, il bando stabilì quali fossero le attività di ricerca e sviluppo di cui i soggetti potessero richiedere un finanziamento:
Al momento dell’assegnazione dei contributi l’Agenzia stabilì che fossero finanziabili anche le spese riferite:
sempre che fossero direttamente imputabili al progetto approvato dall’Agenzia. Comunque non era possibile conteggiare le spese generali nelle somme rimborsate dal finanziamento regionale. Scadenze e tempi di risposta Nei 30 giorni successivi, alla data di scadenza per la presentazione delle domande di finanziamento fissata per il 30 giugno 1995, il settore industria e artigianato delle regione Lombardia avrebbe predisposto l’istruttoria dei progetti presentati. Nei successivi due mesi, sarebbe stata l’Agenzia a esprimere un parere obbligatorio di merito sulle richieste di finanziamento. [1] Comunicato del settore industria e artigianato, “Modalità per la presentazione dei progetti di intervento ai sensi dell’art. 4 della L. R. n. 6/1994, Istituzione dell’organismo: «Agenzia regionale per la riconversione dell’industria bellica»”, B.U.R. n. 17 del 27-4-1995, suppl. str. n. 2. [2] Art. 6 della L. R. n. 6/1994, comma unico: «Ai fini della presente legge, per materiali di armamento, si intendono quelli di cui all’art.2 della L. 9 luglio 1990 n°185 “Nuove norme sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali d’armamento.» |
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