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I rapporti con il Consiglio Regionale Relazione sull'attività dell'Agenzia La prima, e unica, relazione sull’attività dell’Agenzia venne inviata al Consiglio Regionale della Lombardia il 27 settembre 1996. La relazione verteva sulle attività svolte nel biennio 1994 - 1996. Nella premessa del documento, si ricordava al nuovo Consiglio[1] in quale contesto si sviluppò l’idea di creare un soggetto regionale per affrontare la crisi dell’industria militare lombarda degli inizi anni Novanta. Si evidenziava la sostanziale convergenza di interessi di molti attori che aveva portato alla creazione e al funzionamento di questo organismo. Il movimento per la pace, i sindacati e le aziende del settore bellico avevano trovato nell’Agenzia un terreno comune di lavoro. Il documento indicava altresì al Consiglio quali fossero gli obiettivi della legge e descriveva le attività dell’Agenzia sino ad allora. L’ultima parte della relazione era intitolata “Le prospettive per il futuro”, e su questa si confrontarono differenti posizioni all’interno dell’Agenzia: i rappresentanti delle associazioni chiedevano una politica più decisa a favore di quelle aziende che si collocavano su una prospettiva di riconversione totale verso il settore civile: al contrario, i rappresentanti dell’industria chiedevano un sostegno alle aziende senza legare ciò a programmi più estesi di trasformazione nel solo settore civile. Nel paragrafo finale della relazione, il punto di compromesso fu individuato nel lasciare aperte molteplici prospettive per le attività dell’Agenzia quali citiamo “politiche per i piani d’area, la promozioni di consorzi di intervento, […] inventariazione delle tecnologie di riconversione”[2]. È evidente la volontà dell’Agenzia di cambiare i criteri di assegnazione dei fondi che si ritrova nella relazione nel punto in cui si affermava che, tra le prospettive future, vi fosse l’intenzione di “premiare le aziende lombarde più motivate ad affrontare la sfida della riconversione”. Purtroppo la relazione dell’Agenzia non fu mai discussa in sede di Consiglio Regionale quindi non sappiamo quali fossero le posizioni del nuovo Consiglio. I partiti politici che avevano approvato la legge erano cambiati in pochi anni. Alcuni partiti erano completamente scomparsi dalla rappresentanza regionale: PRI, PSI, PLI, PSDI; altri si erano trasformati da precedenti soggetti politici DC, PCI, MSI, DP, Antiproibizionisti; era comparsa sulla scena politica Forza Italia e aveva aumentato il consenso elettorale la Lega Nord. Alla presidenza della Regione Lombardia nel 1995 era stato eletto[3] Roberto Formigoni a capo di una coalizione composta da Forza Italia, Alleanza Nazionale e CCD. Con il cambiamento di maggioranza vi era stato un cambiamento alla presidenza dell’Agenzia, il nuovo Assessore, Alberto Guglielmo, ereditò un organismo creato dalla precedente maggioranza consiliare. Nonostante ciò, il lavoro dell’Agenzia non subì cambiamenti sostanziali, e nemmeno furono sostituiti componenti all’interno dell’Agenzia stessa. Il nuovo assessore fu meno presente del predecessore nel lavoro dell’Agenzia, ma questo non mutò il funzionamento della stessa.
[1] Le elezioni
regionali del 1995 aveva portato a un cambiamento sostanziale sia della
maggioranza consiliare sia della composizione del consiglio stesso con
l’affacciarsi sulla scena regionale di nuovi soggetti
politici (Forza Italia) e
la trasformazione dei precedenti partiti politici.
[2] Agenzia regionale per la riconversione dell’industria bellica, “Relazione sulle attività svolte dall’Agenzia regionale per la riconversione dell’industria bellica ai sensi dell’art. 8 della L. R. 6/94 relativamente al biennio 1994 –1996”, Milano, 27/9/1996. [3] Elezione dei candidati presidenti alla Regione Lombardia 1995: R. Formigoni (CCD, Forza Italia - polo Popolare, Alleanza Nazionale, Pensionati del sole) 41.1%, D. Masi (Lombardia Democratica: PDS, Popolari, Verdi, Democratici) 27,4%, F. Speroni (Lega Nord, L.Lombarda) 18,7%, P. Torri (Rif. Comunista) 7,9%, M. Pannella 2,8%(lista Pannella), C. Fatuzzo (Pensionati) 2,1%. |
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