Una proposta di riforma per l’Agenzia

Il 15 dicembre 2004, i promotori dell’appello “Per la difesa ed il rilancio della legge regionale n.6 del 1994” presentarono presso l’Auditorium del Consiglio Regionale della Lombardia una proposta di legge per la riforma della L. R. 6/94. I promotori della campagna in difesa dell’Agenzia per la riconversione dell’industria bellica, forti di un consenso raccolto attorno all’appello di associazioni regionali e dalla sottoscrizione di oltre 1500 firme di cittadini lombardi, elaborano una proposta di riforma dell’Agenzia sotto forma di legge di iniziativa popolare.

La proposta di legge raccoglieva le riflessioni del movimento per la pace sull’attività dell’Agenzia. A seguito di questa iniziativa anche le organizzazioni sindacali FIM-CISL e FIOM-CGIL aderirono alla richiesta di rilancio dell’Agenzia.

La proposta di legge fu illustrata da Elio Pagani, uno dei principali attori del Comitato cassaintegrati Aermacchi, il quale esplicitò la valenza etica della richiesta di riconversione dell’industria bellica. In un momento di crescita delle richieste di materiale bellico da parte degli Stati, proporre la questione del disarmo e della conseguente riconversione delle aziende a produzione militare significa contrapporre una logica del dialogo a quella del conflitto. Da ciò discende la richiesta di una riforma dell’Agenzia per la riconversione dell’industria bellica che potenziasse gli strumenti in mano all’Agenzia.

In particolare si vuole richiamare alcuni punti significativi della legge di iniziativa popolare. In primo luogo all’Agenzia verrebbero assegnate maggiori competenze quali “lo studio e attuazione dei processi di disarmo”[1]; inoltre alla nuova Agenzia verrebbe assegnata la creazione di un “registro delle imprese a produzione militare con sedi o impianti in Lombardia”. Tra le altre competenze, la nuova Agenzia avrebbe il compito di finanziare la ricerca, lo studio e la diffusione delle potenzialità nei processi di riconversione. Alcuni punti della proposta di riforma cercano di ovviare alle lacune della precedente attività dell’Agenzia. Una di queste è l’attenzione posta alla verifica della reale operatività dei progetti di riconversione. Rispetto al passato, la riforma presentata vorrebbe vincolare i finanziamenti a progetti di riconversione aventi delle potenzialità realistiche di successiva produzione, in modo che, al contrario di alcune situazioni riscontrate nel passato, questi progetti non si fermino alla sola fase di creazione di un prototipo. La riforma prevede inoltre di trasformare l’Agenzia da strumento passivo, rispetto alla volontà delle aziende, in un mezzo attivo in grado di operare da stimolo per la società e le aziende.

La proposta di legge di iniziativa popolare dopo aver raccolto le firme necessarie [2] è stata presentata, il 19 settembre 2005, al Consiglio Regionale insediatosi dopo l’elezioni regionali del 2005 [3]. Queste hanno visto la riconferma del Presidente uscente, Roberto Formigoni, con la stessa maggioranza formata dai partiti che lo hanno sostenuto nella precedente legislatura regionale. Date queste premesse, sarà quasi impossibile l’approvazione di una riforma dell’Agenzia nella direzione proposta dal cartello di associazioni e movimenti della Rete Regionale contro la guerra. Come sarà poco probabile una ripresa dell’attività dell’Agenzia con l’attuale maggioranza politica in Consiglio Regionale, sempre che la situazione produttiva dell’industria bellica lombarda non incontri una congiuntura economica sfavorevole come le è accaduto negli anni novanta.



[1] Proposta di legge di iniziativa popolare: «Istituzione dell’Agenzia regionale per lo studio e l’attuazione dei progetti di riconversione dell’industria bellica e per la promozione dei progetti e dei processi di disarmo», presentata il 15-12-2004 presso Auditorium del Consiglio Regionale, Milano, dalla Rete Regionale contro la guerra. Testo ripreso da: http: www.disarmolombardia.org.

[2] Lo Statuto Regionale della Lombardia stabilisce in cinquemila firme di elettori della regione. Il numero minimo per la presentazione di una legge di iniziativa popolare. Art. 56, L. R. 21/05/1971 n. 339 e successive modifiche e integrazioni.

[3] Comunicato stampa del 5 settembre 2005, del Comitato promotore per la riforma della legge 6/94, data di consegna delle firme all’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale prevista per il 19 settembre 2005, http: www.disarmolombardia.org.


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ultimo aggiornamento 25 settembre  2006

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