L'industria militare in Lombardia |
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La distribuzione territoriale dell’industria militare L’industria militare italiana alla fine degli anni ’80 era distribuita sul territorio nazionale con queste percentuali al nord: 58%, al centro 18 % e al sud 24%. Stime effettuate dalla ricerca[1] di Pianta e Perani danno, nel quinquennio 1983-1988, la distribuzione nazionale delle industrie a produzione bellica concentrata per il 78% degli occupati in cinque regioni: Lombardia, Campania, Piemonte, Lazio e Liguria. E più precisamente: Piemonte 13%, Liguria 12%, Lazio 13%, Campania 15% e, al primo posto delle regioni italiane, la Lombardia, con il 25,8% degli addetti. La stima si riferisce alle 50 maggiori aziende del settore militare.
Come più volte
accennato, non esistono statistiche ufficiali
dell’industria degli armamenti sia a livello nazionale sia
regionale, e questo
vale anche per la Lombardia. È possibile ricavare alcuni
dati da studi
settoriali o generali dell’industria militare, ma allo stato attuale
l’unico tentativo organico di ricerca della realtà
lombarda dell’industria bellica è lo
studio commissionato, nel 1995, dall’Agenzia
regionale per la riconversione
dell’industria bellica all’Università
Cattolica di Milano e precisamente al
Gruppo di Studio su Armi e Disarmo (GSAD) di cui è direttore
il Prof. Giancarlo
Graziola. [1] M. Pianta – G. Perani, (1991) |
ultimo aggiornamento 26 settembre 2006
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