L'industria militare in Lombardia |
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Occupazione
Conoscere precisamente i dati dell’occupazione nell’industria militare lombarda è la parte più difficile nella rilevazione del fenomeno sull’industria bellica. L’indagine del GSAD non ha potuto rilevarla a causa dell’insufficiente quantità di risposte fornite dalle aziende. Per ovviare a ciò, si è proceduto calcolando un rapporto fra il fatturato totale e il fatturato militare, così si è avuta una stima sugli addetti del settore militare. Si ha un numero di dipendenti nel settore militare in Lombardia nel 1990 di 11.420 unità e 7.173 nel 1994. La distribuzione territoriale dell’occupazione pone la provincia di Varese con il 61%, Milano e provincia il 23%, Bresciano l’11% e il resto delle province con un 5%. Nel caso nazionale, i dipendenti dell’industria militare erano di 41.566 unità nel 1990 e di 27.340 unità nel 1994[1]. Occorre rilevare immediatamente l’estrema variabilità dei dati, infatti, secondo Gianfranco Viesti, gli addetti delle imprese a produzione bellica nel 1990 erano pari a 81.000 unità a livello nazionale[2]; quindi, da una stima relativa, in Lombardia, gli addetti alla produzione militare si assesterebbero, all’incirca, sulle 16mila / 20mila unità, sempre supponendo che in Lombardia sia concentrato almeno il 20-25% della produzione bellica nazionale. Mentre per l’Ufficio di Coordinamento della Produzione di Materiali di Armamento (UCPMA) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’industria italiana per la difesa occupava nel 1993 44.523 addetti. Peccato che lo stesso UCPMA nel fare la stima ammetta che questi addetti si riferiscono solo alle aziende con più di 50 dipendenti e che le piccole e medie aziende siano un settore rilevante per la produzione della componentistica indispensabile all’industria militare. Infatti, anche l’UCPMA cita il SIPRI come fonte[3] per una valutazione a livello nazionale, il quale SIPRI stima in 80.000 gli addetti dell’industria bellica italiana. Lascia perplessi il fatto che l’«Ufficio della Presidenza del Consiglio per l’analisi, il controllo e l’acquisto di materiali bellici» non conosca con precisione quanti siano gli addetti dell’industria su cui di fatto sovrintende e che, nella sua relazione pubblica, fornisca solo proprie stime parziali e per un dato nazionale debba utilizzare i dati forniti da un ente scandinavo di ricerca, ovvero il SIPRI di Stoccolma. E qui al momento ci fermiamo con i dati relativi
all’occupazione perché in pratica ogni autore fornisce dati differenti,
aumentando o diminuendo l’importanza quantitativa del fenomeno, ma mai fornendo
prove definitive per avvalorare i dati di una ricerca rispetto a un’altra. [1] GSAD, Rapporto finale per l'Agenzia. [2] Dati del GRIP (Institut Européen de recherche sur la paix et la sécurité), Bruxelles, in F. Onida, – G. Viesti, (1996). [3] Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ufficio di coordinamento della produzione di materiali di armamento, (1996). |
ultimo aggiornamento 26 settembre 2006
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